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Il Ginseng Rosso contro la stanchezza fisica e mentale

ginseng rosso

Il ginseng rosso è una pianta originaria dell’Asia settentrionale e appartenente alla famiglia delle Araliaceae. Una delle particolarità del ginseng rosso risiede nel lungo periodo di maturazione delle radici, le quali devono essere esposte a un trattamento termico che ne causa il tipico colore rossastro. 

La pianta viene raccolta intorno ai sei anni di età e viene dapprima cotta a vapore, poi successivamente essiccata e infine sottoposta a un processo di spellatura. Durante la cottura a vapore, l’amido presente nel ginseng viene gelatinizzato, provocando un aumento del contenuto di saponina. 

Oltre alle sopracitate saponine, questa pianta contiene differenti sostanze bioattive e, i suoi estratti, possono aiutare a:

  • rinforzare le difese del sistema endocrino, immunitario e nervoso;
  • regolare la pressione arteriosa;
  • ridurre lo stress;
  • contrastare l’invecchiamento precoce;
  • migliorare le prestazioni fisiche e mentali. 

Una piccola curiosità: il termine ginseng deriva dal cinese jin (uomo) e chen (triade), parole che, unite, vanno a richiamare la triade dell’uomo (uomo, cielo e ginseng), facendo riferimento alla forma antropomorfa della radice di questa pianta.

Da secoli ritenuto un rimedio naturale per tutte le malattie (il nome completo comprende anche la parola panax, dal greco panakos, panacea), si può assumere in molti modi diversi e, in futuro, potrebbe rappresentare una vera e propria risorsa per quanto riguarda lo sviluppo nuovi farmaci di vario tipo.

migliori prestazioni mentali e fisiche con il ginseng rosso

Un afrodisiaco naturale

L’effetto afrodisiaco del ginseng sembrerebbe derivare dalla sua capacità di stimolare la produzione di endorfine e di serotonina che, unite alla diminuzione dello stress nervoso, parrebbero capaci di provocare un certo senso di euforia e vigore sessuale. Per questi motivi, il ginseng viene notoriamente ritenuto, dal sapere popolare, in grado di stimolare il desiderio, facilitando il raggiungimento dell’orgasmo.

Proprio in questo contesto, il ginseng rosso sembrerebbe giocare un ruolo chiave, diminuendo le conseguenze dello stress, dando nuovo vigore al fisico e, grazie alla modulazione del flusso sanguigno, supportando l’erezione. 

Studi condotti sui benefici prodotti da questa pianta hanno infatti riportato un miglioramento della funzione erettile rispetto ai placebo. I ricercatori hanno scoperto, inoltre, che con il consumo di ginseng rosso l’eiaculazione precoce è diminuita, mentre le prestazioni sessuali sono migliorate.  

Questa pianta, sotto forma di integratori naturali, è poi nota per la sua capacità di gestire la pressione sanguigna e di mantenere sotto controllo il livello di grassi e di zuccheri, dimostrandosi quindi un perfetto alleato per tutti coloro che si cimentano nell’attività fisica, ma anche in coloro che vorrebbe semplicemente perdere qualche chilo.

Il ginseng è, infatti, un buon ipoglicemizzante: incrementa la secrezione di insulina e regola la formazione di glicogeno. È in grado di aumentare il metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine a livello epatico e, per questo motivo, se prescritto da un medico può rappresentare un sostegno per chi soffre di diabete o per chi è intollerante al glucosio. 

Altra caratteristica del ginseng è quella di migliorare, grazie ai ginsenosidi presenti nella sua radice, la capacità di concentrazione, supportando quindi varie attività, come quella degli studenti, che necessitano di energie mentali per affrontare i propri impegni. Infine, tra le sue proprietà, troviamo quella di essere un tonico e di migliorare la regolazione della temperatura corporea aumentando la tolleranza al freddo, al caldo e alle radiazioni.

Addio stanchezza fisica e mentale

Alcuni studi sugli effetti del consumo di ginseng rosso hanno dimostrato come, l’assunzione di questa pianta, produca una riduzione dello stress fisico e mentale attraverso un’azione diretta sul sistema nervoso centrale, andando a contrastare comportamenti legati all’ansia e regolarizzando i livelli di acido lattico, frutto di un esercizio fisico ad alta intensità.

Tra le proprietà che vengono riconosciute a questa pianta troviamo, infatti, quelle antiossidanti, tonico-adattogene ed effetti legati alla capacità dell’organismo di rispondere in maniera efficace sia allo stress fisico che psichico, oltre a essere un coadiuvante contro la stanchezza mentale e fisica

Grazie, infatti, agli adattogeni presenti negli estratti di ginseng vengono incrementate le capacità fisiologiche dell’organismo di rispondere ai sopracitati tipi di stress, senza effetti negativi, dando al corpo la capacità di performare senza scendere sotto i livelli medi di prestazione.

Come assumere il ginseng rosso

Nel corso della storia millenaria di questa pianta, sono stati numerosi i tipi di misture e medicamenti ideati da medici e farmacisti. Al giorno d’oggi la radice fresca, ad esempio, può essere inghiottita o masticata, mentre quella essiccata viene talvolta ricoperta di zucchero o caramellata prima di essere ingerita.

Il ginseng può essere altresì impiegato nella preparazione di tè, decotti e infusi, ma viene tipicamente aggiunto ad alcune bevande alcoliche come il brandy, la grappa di di riso e di bambù oltre che in vini di riso o di uva. Questa pianta viene, inoltre, mescolata ad altre, come l’aconito, la liquirizia, il ling chih.

Le proprietà benefiche del ginseng si iniziano a notare in tempi relativamente brevi, a condizione che il consumo di integratori ed estratti sia costante e regolare.

Un aiuto per ritrovare le energie

In conclusione, nei momenti dell’anno in cui ci si sente più ansiosi, deconcentrati, nervosi e stanchi, il ginseng rosso è in grado di restituire, in maniera naturale, le energie psicofisiche necessarie all’organismo, sostenendo nei momenti più difficili la concentrazione e la memoria. 

L’azione tonica sul sistema nervoso centrale è infatti in grado di migliorare l’attenzione, la fluidità verbale ed anche la memoria. 

La prima menzione scritta di questa pianta, i cui primi tentativi di coltivazione, in Corea , avvennero intorno all’11 A.C., risale al 40 A.C. In passato l’utilizzo della sua radice dagli effetti benefici era riservato solo a re, ad imperatori, all’alta nobiltà e alla ristretta cerchia di persone che vi ruotavano attorno, cosa che la rendeva più preziosa dell’oro.

Sarà un caso se, oggi come allora, è ancora considerata in Asia simbolo di salute e lunga vita?

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